Il
Rapporto
2009 a
cura del Dipartimento per lo Sviluppo e
la Coesione Economica
del Ministero dello Sviluppo Economico presentato il 15 luglio
alla Camera fornisce un quadro delle tendenze economiche, delle
risorse finanziarie e delle politiche di sviluppo territoriale e
per il Ministro Raffaele Fitto l’occasione per indicare le
linee su cui il Governo intende muoversi sui fondi FAS nel
prossimo futuro. Nel 2009 le tendenze recessive in Italia, già
presenti nel 2008, si sono approfondite, determinando un
significativo calo del Pil (-5%), cui ha contribuito una forte
flessione della domanda interna per consumi e investimenti e
delle esportazioni, benché già nella seconda parte dell’anno
si registrino cenni di ripresa per l’export. Nel Mezzogiorno,
dove tra il 2002 e il 2008 la dinamica dell’attività
economica è stata costantemente inferiore a quella del resto
del Paese, durante il 2009 la crisi ha colpito meno pesantemente
il sistema produttivo, con una caduta del Pil meno accentuata
(-4,1 % rispetto a -5,3 % nel Centro Nord), ma solo per effetto
della maggiore rilevanza in quest’area del settore dei
servizi, meno esposto alla crisi. Nel corso del 2009, il forte
calo dell’attività economica (in particolare la flessione
delle esportazioni) ha penalizzato in misura maggiore il Centro
Nord, anche a causa della più ampia apertura della sua
industria verso l’estero. Tuttavia l’economia meridionale,
di fronte all’impatto della crisi globale, ha continuato a
scontare l’esiguità e la maggiore fragilità del suo tessuto
produttivo, caratterizzato, da una parte, da una eccessiva
frammentazione del sistema imprenditoriale e dalla sua minore
capacità di fare sistema, dall’altra, dalla persistenza di
condizioni di arretratezza del contesto infrastrutturale e
sociale, che riducono il potenziale di crescita dell’area e
scoraggiano l’afflusso di investimenti.
Dossier
''Rapporto annuale2009 sugli interventi nelle aree
sottoutilizzate''