Volumi teorico-pratici per la pubblica Amministrazione

Testi universitari

Servizi per Enti pubblici e privati

Informatica per Enti pubblici e privati

Modulistica per società private

CONTATTI

ATTIVITÀ

CATALOGO

NUOVA RASSEGNA online

FORUM

LINK UTILI

DOWNLOAD

GUIDA PER GLI OPERATORI DEGLI ENTI LOCALI

La riforma "Biagi" come strumento di sviluppo del mercato del lavoro (*)

 

La riflessione sulla riforma Biagi può svilupparsi, a mio parere, in due interrogativi: uno di tipo tecnico, l’altro politico.

In primo luogo, è veramente plausibile giuridicamente una non applicabilità della riforma alle pubbliche amministrazioni e al loro personale così come afferma l’art. 1, comma 2, del D.L.vo 10 settembre 2003, n. 276?

E, di poi, questione ancora più importante, è corretta politicamente questa esclusione in un momento storico qual è l’attuale, caratterizzato da una ricerca ponderata, ma efficace, di strumenti che garantiscano una sempre maggiore flessibilità nel reperimento delle risorse umane e nella loro effettiva gestione?

A mio parere la risposta ad entrambi gli interrogativi sollevati non può che essere negativa.

Basta prendere in visione l’art. 46 del citato decreto – là dove disciplina il lavoro a tempo parziale e modifica il D.L.vo 25 febbraio 2000, n. 61 – che chiarisce, finalmente,  alcune delicate complesse questioni inerenti il part time nei rapporti di lavoro a tempo determinato.

Orbene, considerato che il D.L.vo n. 61, per sua espressa menzione, art. 10, si applica anche alle amministrazioni pubbliche, non si comprende come potrà una sua modifica legislativa introdotta con la riforma Biagi non applicarsi anche al complesso mondo dell’impiego pubblico, già comunque interessato dal campo applicativo della norma.

Si auspica, pertanto, un intervento legislativo chiarificatore e di raccordo in materia che, tuttavia, non si limiti solo ad armonizzare aspetti di dettaglio  quali quello citato o a specificare quale sarà il ruolo dei comuni in quella fase di intermediazione loro concessa dall’art. 6, comma 2, del decreto tra domanda ed offerta di lavoro, ma che estenda, con le dovute garanzie, anche alle pubbliche amministrazioni gli innumerevoli vantaggi che possono discendere dalla concreta applicazione degli istituti flessibili introdotti e  disciplinati dalla riforma.

E qui giungo alla mia seconda riflessione.

E’ opportuno escludere dall’ambito applicativo del decreto le amministrazioni pubbliche?

Si sostiene, in particolare nel mondo sindacale, che l’accesso al pubblico impiego, ai sensi della vigente Costituzione, deve avvenire solo per concorso.

Non è, ritengo, corretta questa affermazione.

La stessa Costituzione (art. 97, ultimo comma) dopo tale principio afferma «salvo i casi stabiliti dalla legge».

Superato, pertanto, l’ostacolo giuridico, ad una applicabilità al pubblico impiego di diverse forme di reperimento delle risorse umane, rimane da valutare l’esistenza di una volontà politica in tal senso.

Non dimentichiamo, allora,  che l’organizzazione degli uffici deve garantire il buon andamento delle amministrazioni pubbliche e che l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa –  corollari del più ampio principio testé citato – sono  supportate anche  attraverso il ricorso a strumenti flessibili di selezione delle risorse umane, oggi sempre più rivalutate quale innegabile patrimonio dell’ente.

La politica legislativa degli ultimi anni,  riformando l’impiego pubblico in generale e offrendo, in particolare, alle amministrazioni locali strumenti di selezione di personale idoneo ad affrontare situazioni contingibili e peculiari, già ha rappresentato una grande innovazione per gli operatori costretti spesso e neanche in tempi tanto distanti a confrontarsi con anacronistiche rigidità per la selezione del personale.

Superiamo  ancor di più tali rigidità con gli strumenti offerti dalla riforma Biagi, ricordando che la garanzia per i lavoratori non è rappresentata dalla inamovibilità degli stessi, ma da un mercato del lavoro strutturato in modo da consentire un ricambio ove necessario e una stabilità dell’impiego ove opportuna.

                                                             Dott. Stefano Glinianski

Segretario e Direttore generale del Comune di Riva Ligure (Imperia)

                                                                              

 

______________

(*) Intervento al dibattito: «Dal piano di sviluppo locale un momento di riflessione su: La riforma “Biagi” come strumento di sviluppo del mercato del lavoro. Lavoro subordinato e lavori atipici: l’esperienza italiana e francese a confronto», svoltosi il 25 ottobre 2003 presso l’Aula Magna dell’Università di Imperia (l’importanza dell’iniziativa è stata sottolineata dal dott. Glinianski in apertura del suo intervento: «Un ringraziamento al Sindaco di Imperia, dott. Luigi Sappa, e, in particolare modo, al Vice Sindaco, dott. Alessio Saso,  per avermi invitato a partecipare a questo momento di riflessione sulla riforma Biagi»).


Per intervenire: redazione@noccioli.it